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Beneduce. Il finanziere di Mussolini Mimmo Franzinelli

Beneduce. Il finanziere di Mussolini

Mimmo Franzinelli

Published 2009
ISBN : 9788804585930
Hardcover
329 pages
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 About the Book 

Durante il fascismo lo Stato acquisì un ruolo attivo nelleconomia, che divenne a pieno titolo un sistema di economia mista, finalizzato primariamente al sostegno dello sviluppo industriale e alla salvaguardia della stabilità finanziaria. Il modelloMoreDurante il fascismo lo Stato acquisì un ruolo attivo nelleconomia, che divenne a pieno titolo un sistema di economia mista, finalizzato primariamente al sostegno dello sviluppo industriale e alla salvaguardia della stabilità finanziaria. Il modello che allora prese forma è rimasto sostanzialmente intatto fino agli anni 90, divenendo un fattore cruciale nello sviluppo del nostro Paese.Artefice e protagonista assoluto di questo sistema è Alberto Beneduce.Agli albori del secolo condivide con Francesco Saverio Nitti, di cui è intimo collaboratore, lambizione di modernizzare lItalia. Nellimmediato dopoguerra è deputato socialriformista e nel 1921-22 ministro del Lavoro nel penultimo governo dellItalia liberale. Nel frattempo presiede il Consorzio di credito per le opere pubbliche, primo gradino di una carriera folgorante.Quando le camicie nere marciano su Roma Beneduce assiste attonito al crollo del suo mondo: la massoneria, di cui è uno dei massimi esponenti, è disciolta, le opposizioni sono disperse e perseguitate. Pur restando antifascista, decide di abbandonare la politica per dedicarsi a tempo pieno alle istituzioni finanziarie, sostenuto dallamicizia dellinfluente capo della Banca dItalia, Bonaldo Stringher. Mussolini, lungi dal penalizzare lex avversario politico, ne valorizza le straordinarie qualità e stringe con lui un patto fiduciario che non verrà mai meno. La scalata di Beneduce non conosce soste: è alla guida dei più importanti istituti economico-finanziari, dallina alla Bastogi, ed è negoziatore internazionale nella battaglia per «quota 90» su diretto mandato del duce.Nel 1931 al culmine della grande crisi che scuote lEuropa, Beneduce è chiamato da Mussolini alla presidenza di un nuovo ente pubblico, liri, che acquisisce il patrimonio industriale fino ad allora controllato dalle grandi banche appena liquidate. Alla testa di numerosi enti pubblici retti da regole privatistiche ma controllati dallo Stato, cumula un potere oggi inimmaginabile. Il duce protegge il suo dittatore economico e non esige retroattive abiure politiche.Fra il 1936 e il 1940 Beneduce, in precarie condizioni di salute, abbandona gradualmente le sue cariche. Muore poco prima della liberazione di Roma, ma il sistema di economia mista da lui creato, metà privato e metà pubblico, sopravviverà al fascismo e fornirà un impulso determinante al decollo economico del secondo dopoguerra, sino alla liquidazione delliri e al processo di privatizzazione attuato negli anni 90. La violentissima crisi che ha colpito i mercati mondiali nel 2008 ha aperto la strada a una riconsiderazione dellazione dello Stato nelleconomia, e riacceso i riflettori sul «sistema Beneduce».